La seconda vita di Astolfo Barchiera

AUTORI
Lorenzo Chiabrera
LINGUA
Italiano
EDITORE
Edizioni Liberetà
Trailerabile
Sì
Genere
Romanzo
Target
Per tutti
Biografia autori
Lorenzo Chiabrera Nasce a Torino e vive a Chieri, tra le colline torinesi. Da sempre appassionato di cinema e di regia, ha lavorato come dipendente pubblico per la Provincia poi per la Città Metropolitana di Torino nel settore degli audiovisivi e della comunicazione, curando la sceneggiatura, la regia, la fotografia e il montaggio. Con La seconda vita di Astolfo Barchiera ha vinto la 26ma edizione del Premio Letterario LiberEtà 2024
Anno di pubblicazione
2024
Ambientazione
Chieri, Torino
Sinossi breve
A dimostrazione che nella vita si rinasce più volte, Astolfo Barchiera, giornalista giunto al termine della carriera lavorativa in un ente pubblico, è alle prese con una necessaria riorganizzazione della sua nuova vita da pensionato. Il sogno più grande è girare con gli stessi attori il sequel di un film realizzato quarant’anni prima insieme ad alcuni amici di scuola. Per tutto questo servono i soldi del trattamento di fine servizio ma norme assurde spostano molto in là il tempo in cui potrà riceverli e utilizzarli. Può intanto cominciare con i preparativi e la sceneggiatura ma sarà la vita a riservargli il finale più sorprendente.
Sinossi lunga
La storia accade proprio nel tempo in cui «le illusioni, come certi orologi da pochi soldi che si portano al polso, vanno sempre più piano e faticano a trovare la strada» nel passaggio tra una vita e un’altra nell’esistenza di ognuno.
Dopo quarantatré anni di lavoro, per Astolfo Barchiera, giornalista-videomaker presso una struttura pubblica con sede a Torino, arriva l’ultimo giorno da passare in ufficio prima della pensione. Un giorno che contiene tutti gli anni passati lì, come un tubetto di doppio concentrato di pomodoro. Proprio come accaduto al suo autore, Lorenzo Chiabrera, cognome dal quale nasce l’acronimo del protagonista Barchiera, anche Astolfo pianifica, o tenta di farlo, la sua seconda vita.
Fino a un certo punto l’esistenza dell’autore e quella del protagonista de La seconda vita di Astolfo Barchiera, più o meno coincidono. Astolfo, infatti, vive a Chieri, tra il verde delle colline torinesi. Da sempre è amante della vita di campagna e appassionato di cinema e di regia. Ha lavorato come dipendente pubblico, prima per la Provincia poi per la Città Metropolitana di Torino, nel settore degli audiovisivi e della comunicazione. Negli anni Ottanta lavora alla realizzazione di video culturali per la promozione del territorio, curando la fase di scrittura della sceneggiatura, la regia, la fotografia e il montaggio. Poi le due vite si separano e la storia, nel libro, prende strade che l’autore ha solo immaginato.
Il pensionamento temuto e desiderato dal giornalista Astolfo che, giovane negli anni Settanta, voleva cambiare il mondo, fa emergere problematiche e contraddizioni della vicenda umana proprie della nostra società. Da un lato il piacere e la gioia di vivere il tempo liberato dal lavoro, le lunghe passeggiate in bicicletta, il recupero dei vecchi amici, della passione per il cinema, i progetti per il futuro. Dall’altro, lo smarrimento interiore come portato di una realtà in cui la persona è identificata e si identifica essa stessa con il proprio ruolo nel lavoro o nella professione.
Una volta in pensione, per Astolfo il sogno più grande è girare con gli stessi attori il sequel di un film realizzato quarant’anni prima insieme ad alcuni amici di scuola. Per tutto questo servono i soldi del trattamento di fine servizio, la liquidazione dei dipendenti pubblici. Invece, norme assurde, attualmente in vigore, spostano in là il tempo in cui potrà riceverli.
Nell’attesa dei fondi, Astolfo comincia con i preparativi e con il mettere giù la sceneggiatura ma sarà la vita a riservargli il finale più sorprendente. «Nel mondo, ognuno che vive sogna», è l’incipit della poesia di Pedro Calderon de la Barca scelta dall’autore come didascalia del testo. Il seguito – «Cos’è la vita? Un sogno/Cos’è la vita? Illusione/appena chimera e ombra/e il massimo bene è un nulla/ché tutta la vita è sogno, e i sogni, sogni sono» – sembra avvisare i lettori sul valore della continua ricerca di ciò che si desidera, e sul ruolo del caso, che si prende gioco della vita di tutti. Proprio come l’Astolfo del poema epico Orlando furioso costretto a salire sulla luna per recuperare il senno, che non è solo quello perso dall’eroe che dà nome al poema.
Titolare diritti audiovisivi
LiberEtà
Traduzione all’estero
Testo opzionato
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