Nuovo e vecchio mondo


 

 


AUTORI

Raccolta di scritti di Clelia Romano Pellicano,
riscoperti e curati da Clara Stella


LINGUA

Italiano


EDITORE

Le plurali


Trailerabile


Genere

Romanzo


Target

Per tutti


Biografia autori

Clara Stella Nata a Treviso è Investigadora Distinguida María Zambrano presso l’Università di Siviglia e co-fondatrice della casa editrice le plurali. Ha un dottorato in italianistica conseguito alla University of Leeds (UK) e nel 2018 è stata Marie Curie fellow presso il dipartimento di Storia delle idee dell’Università di Oslo. Fra i suoi interessi di ricerca ci sono le poete e le scrittrici del Cinquecento, la storia del libro manoscritto e a stampa, l’influenza dei modelli profetici sulla scrittura femminile e la storia culturale della misoginia. Per le plurali cura la sezione di saggistica e narrativa italiana, con un occhio particolare alla collana storica radici, per la quale ha curato il volume in omaggio alla suffragista Clelia Romano Pellicano.


Anno di pubblicazione

2023


Ambientazione

Italia, Londra


Sinossi breve

Omaggio alla Nellie Bly napoletena, Clelia Romano Pellicano (1873 – 1923) nel centenario della sua scomparsa. Giornalista, scrittrice e suffragista dall’albero genealogico stellare, la vita e il pensiero di Clelia brillano di coraggio, ostinazione e sorellanza, e portano chi legge a confrontarsi con le radici misogine e patriarcali dell’Italia prefascista. Una selezione dei suoi scritti, sia saggistici che narrativi, curati da Clara Stella, ricercatrice e studiosa dell’universo letterario delle donne.


Sinossi lunga

Chi ha detto che non esistono le suffragiste italiane?
Tra le carte personali di Millicent Garrett Fawcett, presidente dell’Unione nazionale della società per il suffragio femminile e co-fondatrice del Newnham College di Cambridge, si può ancora leggere un biglietto da visita ingiallito, scritto e firmato da Clelia Romano Pellicano.
Il biglietto che Clelia scrive e fa recapitare dal numero 11 di Endsleigh Gardens, nel quartiere di Bloomsbury, non è un biglietto di saluti qualunque. È indirizzato alla pioniera del suffragismo britannico all’indomani della chiusura del Quinto congresso internazionale delle donne del 1909, al quale Clelia partecipa come delegata. A distanza di un secolo dalla sua morte, la casa editrice le plurali ha omaggiato la figura poliedrica e attualissima di Clelia Pellicano come giornalista, politica, scrittrice a cavallo tra due mondi, sia geografici che temporali. Le sue riflessioni ci portano lungo quel tortuoso percorso che, iniziato in Inghilterra dal primo Congresso internazionale delle donne del 1899 (a cui partecipò niente meno che Maria Montessori come delegata italiana), ha portato alla lenta conquista del voto politico per le donne. Clelia, quindi, è sì legata strettamente e indissolubilmente alla Calabria, ma è anche libera cittadina del mondo e, soprattutto, non è confinata alla casa: prende la valigia, se ne va in giro, parla, discute e torna giusto in tempo per ascoltare il marito in parlamento e poi continuare con la propria missione.
Per Clelia è chiaro che non può esserci emancipazione senza suffragio e per questo è così vicina al mondo inglese, tanto che alle suffragiste dedica dei ritratti vividi, dando lustro alla sua penna di narratrice, come si legge nei tre reportage che scrive da Londra per le lettrici della Donna, sottolineando come parte del popolo inglese supportasse e fosse orgoglioso di queste donne, a differenza di quello italiano.
Dopo Londra, allora, la fama di Pellicano e la sua ampia conoscenza della causa femminile cresce ancora di più e continua a scrivere saggi, novelle, articoli di giornale: le si riconosce pubblicamente una finissima capacità critica, tanto da essere invitata a scrivere la prefazione del volume La donna e la legge di Carlo Gallini, pubblicato per la prima volta a Roma nel 1872 e ristampato più volte fino all’edizione 1910. Il testo, caduto in oblio è, invece, un irriverente e freschissimo manifesto filosofico-politico del pensiero di Clelia nel quale si toccano temi modernissimi come, ad esempio, la sessualizzazione del cervello della donna e concetti che noi definiremmo patriarcato storico e interiorizzato. Pellicano, infatti, non si meraviglia che le donne abbiano timore ad appoggiare la causa femminista poiché temono di perdere i privilegi di una vita da gabbia dorata. E come criticarle? L’analisi puntuale della marchesa smaschera allora, punto per punto, le problematiche derivanti dall’esclusione delle donne dall’educazione, dal voto politico e amministrativo e, più in generale, dal poter coltivare una vita propria e autonoma al di là di quella familiare. La soluzione risiede, per Pellicano, in un risveglio collettivo e culturale, nel quale gli uomini riconoscano la necessità di integrare le donne nella vita politica ed economica del paese. Un messaggio attualissimo che trova la sua eco nella carrellata di personagge niente male che formano le sue spassosissime novelle: a voi la scelta di quale interpretare!

 


Titolare diritti audiovisivi

 


Traduzione all’estero

 


Testo opzionato