Arrivo di Monica Repetto con gli studenti. Cristina Scognamillo ha dato il benvenuto a Monica e a tutti i ragazzi, invitati a farsi vedere. Cristina Scognamillo ha introdotto Chiara Cremaschi, sceneggiatrice e regista di grande preparazione ed esperienza, che vive a Parigi e aiuta gli studenti nella scrittura dei loro lavori.
● Introduzione al metodo di scrittura per l’audiovisivo. Cristina Scognamillo ha chiesto a Chiara Cremaschi di spiegare il processo di scrittura, partendo dall’ideazione del soggetto e della sceneggiatura. Chiara Cremaschi ha suggerito di iniziare prima della scrittura, discutendo le idee per capire cosa si vuole raccontare e quanto l’idea tocchi personalmente. Ha sottolineato che la storia spesso nasce da un’immagine, citando l’esempio de Il Barone Rampante di Italo Calvino, che aveva avuto l’idea del romanzo guardando dei ragazzini arrampicarsi su un albero, e la loro felicità in quella attività. Di lì l’idea di unpersonaggio che per rabbia iniziale sale su un albero e poi non scende mai più perché lì prova un sentimento di felicità.
● Domande e risposte sulla scrittura e problemi audio. Chiara Cremaschi ha spiegato che una storia deve porre domande e non dare risposte definitive, altrimenti non interessa a nessuno.
● Discussione sulla struttura e prime idee per il cortometraggio. Chiara Cremaschi ha fatto riferimento allo schema della “fabula” per costruire una struttura narrativa basata sul “viaggio dell’eroe”, presente nei materiali didattici. Monica Repetto ha presentato l’idea di Valerio, uno studente di 16 anni con esperienza attoriale, che vuole scrivere una storia sulla violenza contro le donne. Valerio ha scritto la sua idea in modo molto sintetico in cui una ragazza aiuta un ragazzo in difficoltà, ma questo poi la maltratta, facendola finire nella stessa situazione di sconforto iniziale, finché non viene aiutata da un secondo ragazzo, un musicista, che scrive una canzone sulla violenza di genere.
● Analisi della canzone e struttura narrativa del cortometraggio. Valerio ha letto un testo (poesia/canzone) che ha scritto. Chiara Cremaschi ha chiesto a Valerio se volesse usare la canzone come videoclip o alla fine della storia. Valerio ha optato per la canzone alla fine, come parte del cortometraggio di 10-15 minuti. Chiara Cremaschi ha insistito sulla necessità di mostrare le caratteristiche della protagonista, Marica, attraverso le sue azioni, non solo descrivendola come “bellissima fuori e dentro”.
● Sviluppo delle azioni e “primo atto”. Valerio ha fornito esempi di azioni per Marica, come aiutare un ragazzo con la tessera della metro o con i compiti, per dimostrare la sua bontà. Chiara Cremaschi ha spiegato che queste azioni rappresentano il “primo atto”, dove si presenta la protagonista. Valerio ha descritto la scena in cui Marica incontra il primo ragazzo in difficoltà, ferito e triste, e come lei, non abituata a situazioni relazionali, si siede in silenzio accanto a lui.
● Gestione del tempo e transizioni visive nel film. Chiara Cremaschi ha sottolineato che in un cortometraggio di 10 minuti, il passaggio di tempo (“dopo un po’ di tempo”) deve essere visibile. Valerio ha suggerito di usare un’ellissi temporale con musica di sottofondo per mostrare la frequentazione, fino al momento in cui il ragazzo inizia a mostrare comportamenti strani.
● Evoluzione della trama e messaggio centrale. La storia prosegue con Marica che, dopo aver subito violenza psicologica/fisica dal primo ragazzo, finisce nell’ ansia e lo sconforto. Il secondo ragazzo, un musicista, la aiuta e scrive la canzone per lei, lasciando un messaggio di non dipendenza affettiva. Chiara Cremaschi ha chiesto a Valerio di tradurre i messaggi etici in azioni visive. Valerio ha suggerito che il primo ragazzo urla e alza le mani, mentre Marica, capendo l’errore, abbraccia il secondo ragazzo dicendo “Non voglio diventare come lui”.
● Messa a punto dello schema narrativo e importanza del cambiamento. Chiara Cremaschi ha aiutato Valerio a delineare una scaletta per il soggetto, focalizzandosi sulle azioni che dimostrano le caratteristiche di Marica. Hanno identificato un punto critico (un “buco”) nel momento in cui Marica vede il ragazzo in difficoltà, che deve essere un “momento di cambiamento” diverso dalle sue abitudini precedenti, mostrato visivamente come Valerio ha suggerito (ansimando per l’ansia).
● Passaggio alla seconda idea e ragionamento per immagini. Monica Repetto ha ribadito l’importanza del contributo di Valerio (che si era “immolato”) per chiarire che nella scrittura di una sceneggiatura è fondamentale ragionare per immagini. Ha introdotto Jacopo e Chiara, che avevano una seconda idea collegata al lavoro con le ragazze del carcere di Rebibbia.
● Seconda idea: percezione di sé in un contesto di detenzione. La seconda idea, presentata da Jacopo e Chiara, mira a esplorare il tema della percezione di sé e dell’autostima di una persona prima e dopo un evento emotivamente mortificante, in particolare come cambia la percezione fisica di una detenuta prima e dopo il carcere. Hanno poi cercato di semplificare il tema per renderlo più comprensibile a un pubblico più ampio.
● Semplificazione della seconda idea: la modella e il casting. La semplificazione della seconda idea era incentrata su una ragazza molto bella, che fa la modella e partecipa a un casting. Lei ha un’alta considerazione di sé, ma durante il casting, il cast director la mortifica sottolineandone difetti fisici che lei non aveva mai notato come tali.
● Evoluzione del Personaggio e Crisi di Identità. Chiara e Valerio hanno descritto il punto di svolta del personaggio, che ha percepito in modo crudo alcuni difetti estetici durante un casting. A seguito di commenti negativi, il personaggio comincia a non curarsi e a vedersi brutta, ignorando i complimenti e il sostegno degli amici e della famiglia. L’arco narrativo prevede che un estraneo noti la sua bellezza a partire da un dettaglio, un elemento che viene considerato essenziale affinché il personaggio ricominci a credere in sé.
● Il Ruolo del Mentore nella Drammaturgia. Chiara Cremaschi ha sottolineato che l’incontro casuale con un estraneo che fa complimenti alla protagonista funge da “mentore,” un ruolo fondamentale nella drammaturgia per dare alla protagonista la prima spinta verso l’evoluzione. Chiara Cremaschi ha poi incoraggiato a caratterizzare questo personaggio, suggerendo che un estraneo possa avere un impatto maggiore rispetto a familiari o amici, le cui lodi potrebbero essere percepite come dettate dall’affetto. Hanno concluso che questo mentore potrebbe avere caratteristiche che suggeriscono una visione più completa, come una maga o una persona saggia.
● La Bellezza Estetica e l’Autostima. Chiara e Valerio hanno spiegato che la protagonista del loro racconto è stata scelta come esteticamente bella, perché chi è abituato a ricevere complimenti crolla più facilmente di fronte a un commento negativo. Chiara Cremaschi ha espresso curiosità sul perché entrambe le storie presentate avessero protagoniste “bellissime”, interrogandosi se ciò fosse collegato all’idea di impeccabilità che dà sicurezza. Chiara e Valerio hanno risposto che nella società odierna, la bellezza e la considerazione di sé sono percepite come frutto di impegno personale, non solo un dato di fatto.
● Contrasto tra Aspetto e Personalità. La docente Manuela Mancioppi ha chiarito che l’essere “bellissima” della protagonista non è necessariamente collegato alla sua personalità, distaccandosi dall’antico concetto greco di kalokagathia (bello è uguale a buono). Chiara Cremaschi ha sintetizzato che l’arco narrativo in cui si muove il personaggio si basa sull’accettazione dei propri difetti visti positivamente da altri.
● Connessione con l’Esperienza delle Detenute. Hanno discusso il collegamento tra la storia e le detenute, che risiede nella “mutazione della considerazione di sé” prima e dopo un evento scatenante (il casting o la detenzione). Chiara Cremaschi ha suggerito che gli incontri o le interviste con le detenute e le modelle potrebbero aiutare ad arricchire il personaggio di finzione, offrendo esperienze e crisi oltre l’aspetto fisico.
● Definizione dell’Età del Personaggio e Aspetti Produttivi. Monica Repetto ha invitato a riflettere sul perché abbiano scelto una ventenne come protagonista, anziché una persona della loro età. Ha anche ricordato la necessità di pensare a una storia realizzabile con i mezzi e gli attori disponibili, suggerendo di tenere a mente la persona che interpreterà il ruolo sin dalla scrittura del personaggio.
● La Metamorfosi come Elemento Narrativo. Monica Repetto ha suggerito di includere un mito di trasformazione (metamorfosi) nella storia, poiché un tutor ha proposto un’attività di disegno sul tema della trasformazione per le ragazze detenute. Hanno discusso l’esempio di Apollo e Dafne, concludendo che la trasformazione deve essere guidata da una “necessità interna” del personaggio, come nel caso delle persone transgender che fanno la transizione.
● Analisi di Nuove Idee di Storie: Asia e l’Immagine Corporea. Un’altra idea per la storia, presentata da Faith, riguarda Asia, una diciassettenne sottopeso che sperimenta disagio a causa degli standard di bellezza veicolati dai social media. Asia tenta di emulare gli outfit visti online, ma si scontra con la mancanza di curve, sentendosi inadeguata e venendo derisa dalla sorella. Faith ha spiegato che Asia finge di essere felice e ha bisogno di accettare di aver bisogno di aiuto per sentirsi a proprio agio con il suo corpo.
● Sviluppo dell’Arco Narrativo di Asia e la Figura dell’Influencer. L’evoluzione del personaggio di Asia prevede che smetta di confrontarsi con gli altri e che scopra che la sua influencer preferita usa Photoshop. Chiara Cremaschi ha sottolineato che questo implica che la protagonista debba cambiare le persone intorno a sé o lavorare su se stessa, suggerendo che Asia possa rivolgersi a una dottoressa o psicologa. La figura dell’influencer, inizialmente un presunto mentore, si rivela un “nemico” o “bluff,” aggiungendo una variante interessante alla struttura narrativa.
● Convergenza delle Storie e Assegnazione di Compiti. Monica Repetto ha proposto di unificare i punti di forza delle diverse idee in un’unica storia, notando che tutti i racconti condividono il tema dell’aspetto fisico e del modo in cui gli altri ci vedono. Chiara Cremaschi ha ribadito che tutte le storie hanno un elemento distruttivo esterno e richiedono un intervento esterno per avviare il cambiamento. Le partecipanti sono state incaricate di creare una lista di ciò che provoca sofferenza, ciò che dà sicurezza e chi le ha aiutate con esempi precisi e immaginabili, utili per creare immagini pure ed emotive nella narrazione.
● Sinergia tra il Mondo Esterno e il Carcere. Hanno discusso la necessità di creare una sinergia strutturale tra le ragazze fuori e le ragazze detenute a Rebibbia, suggerendo che uno dei personaggi esterni possa avere a che fare con la storia del carcere. Chiara Cremaschi ha approvato l’idea, suggerendo di porre le stesse domande sulla sofferenza e sulla sicurezza in se stesse anche alle ragazze detenute per stimolare un proficuo confronto tra esperienze e immaginari diversi.