BOOKCIAK. VISIONI FUORI LUOGO
KIT DIDATTICO / MASTERCLASS
Gennaio 2026
1° MASTERCLASS
Cleo Bissong
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Riepilogo
Gabriella Gallozzi ha presentato Cleo Bissong, autrice del fumetto Ma stiamo ancora qui a parlarne? per facilitare l’interazione con gli studenti che hanno discusso con Cleo temi complessi come le etichette, il femminismo contemporaneo, le contraddizioni della società patriarcale e il disagio ad accettare il proprio corpo. Cleo ha condiviso la sua esperienza attraverso il fumetto, nato da un bisogno “egoistico” di alleggerirsi, e ha offerto consigli agli studenti per la realizzazione di cortometraggi, suggerendo di analizzare le loro storie preferite e di abituarsi a mostrare il proprio lavoro per ricevere feedback.
• Importanza del Progetto Cinema per la Scuola: Cristina Scognamillo ha sottolineato l’importanza dei progetti di cinema per la scuola per avvicinare i giovani all’audiovisivo, un media che vedono costantemente sui social. Si è inoltre evidenziata la necessità di insegnare agli studenti a interpretare criticamente i media, riconoscendo che un’opera è sempre un punto di vista dell’autore.
• L’Esperienza di Cleo con i Giovani e il Liceo Artistico: Cleo Bissong ha rivelato di non aver ancora avuto esperienze dirette di presentazione del suo fumetto nelle scuole, nonostante altri avessero utilizzato il suo lavoro per progetti didattici. Gabriella Gallozzi ha rassicurato Cleo, notando che gli studenti del liceo artistico sembravano essere molto interessati a esprimersi creativamente.
• Progetti Attuali di Cleo. La fumettista ha raccontato di essere attualmente al lavoro su a un altro fumetto breve e più autobiografico, ispirato alla storia del suo fratellastro giapponese che è venuto a Milano per incontrare il loro padre. Questa storia include anche la creazione di un documentario e un libro da parte del fratello.
• Presentazione di Cleo e del suo fumetto agli studenti: Gabriella Gallozzi ha presentato Cleo Bissong, una fumettista di 27 anni con radici in Camerun e Brasile, come autrice del fumetto Ma stiamo ancora qui a parlarne?. Il fumetto esplora il rapporto con il corpo, la vergogna, la sessualità, l’affettività e l’emotività, argomenti spesso affrontati dagli studenti tra loro ma difficilmente con gli adulti.
• Obiettivi del Progetto e Confronto con le Ragazze di Rebibbia. Gabriella Gallozzi ha illustrato che il fumetto è un’occasione per stimolare gli studenti a raccontarsi e riflettere su loro stessi. Ha anche sottolineato il valore aggiunto del progetto che permette un confronto con le studentesse del carcere femminile di Rebibbia, le quali da anni, ormai, realizzano cortometraggi ispirati ai libri, attraverso il premio Bokciak, Azione! ideato e diretto dalla stessa Gabriella Gallozzi.
• Origine del fumetto. Cleo Bissong ha raccontato che il fumetto è nato da un corso di Graphic Storytelling a Bruxelles, dove le è stato chiesto di sviluppare un progetto partendo dalle proprie storie preferite, poiché in precedenza aveva difficoltà a trovare la sua voce narrativa. Ha spiegato di essere stata ispirata da saggi personali che sfumano nel politico e sociale. Soprattutto dalla fumettista canadese underground Julie Doucet, notando che il suo lavoro era un atto di generosità nel raccontare cose complicate e personali per trovare comprensione e compagnia.
• Contraddizioni e Società Patriarcale. Nel suo fumetto Cleo ha espresso la sua difficoltà a parlare dei temi trattati, rispecchiando le contraddizioni tra le idee femministe apprese e gli standard patriarcali interiorizzati, come il non sentirsi abbastanza femminile o magra. Ha ammesso di aver inizialmente pensato di autopubblicare il fumetto e di aver scoperto solo in seguito la comprensione che si trova nel condividere le proprie insicurezze .
• Domande degli Studenti sulle Etichette. Uno studente ha chiesto a Cleo delle etichette espresse nel fumetto e della loro utilità. Cleo ha risposto che le etichette sono un buon punto di partenza per l’autodeterminazione, per creare comunità e per capire che le proprie esperienze sono condivise, ma ha anche riconosciuto che ci sono molte sfumature limitate dalle etichette stesse.
• Dibattito sul Femminismo Contemporaneo Un altro studente ha interrogato Cleo su come si potrebbe analizzare il femminismo attuale, vista la coesistenza di diversi tipi di femminismo e le micromode. Cleo ha ammesso di trovare difficile di avere un’idea chiara, osservando che si è passati dalla parità di diritti tra uomini e donne alla lotta contro il patriarcato in generale.
• Sviluppo del Femminismo e Intersezionalità: Cleo ha discusso la crescente consapevolezza del femminismo intersezionale, riconoscendo che fattori come l’etnia e la classe complicano la questione oltre la semplice distinzione di genere. Ha anche menzionato che la diffusione di Internet rende il movimento più atomizzato e complica l’esistenza di un dibattito unico, a differenza del passato quando venivano considerate meno voci.
• Capitolo più Difficile da Illustrare: Uno studente ha chiesto a Cleo quale parte della storia fosse stata più difficile o importante da mettere su carta. Cleo ha indicato l’ultimo racconto prima dell’epilogo, che tratta della normalizzazione di un certo tipo di violenza nei rapporti sessuali e della non-consapevolezza riguardo al consenso, cosa che trovava difficile esprimere e mostrare in classe.
• Scelta dello Stile e del Mezzo nel Fumetto: Riguardo alla scelta di disegnare in bianco e nero e allo stile, Cleo ha spiegato che l’uso di metafore visive nel fumetto ha facilitato la narrazione dei temi complessi. La scelta del bianco e nero è stata determinata in parte dalla durata limitata del corso (nove mesi) e dal costo inferiore dell’autoproduzione, oltre a riflettere le sue reference.
• Impatto Personale e Obiettivo del Fumetto. Cleo ha affermato che la creazione del fumetto è stata un’esperienza, una “terapia d’urto” che le ha permesso di liberarsi e condividere la vergogna. Ha paragonato il suo lavoro a una forma di “autocoscienza”, un cerchio in cui le persone condividono esperienze personali per trovare punti di unione e strumenti pratici per aiutarsi.
• Riflessione Finale sull’Inclusività. Cleo ha voluto che il fumetto fosse accessibile a tutti, evitando termini tecnici e concentrandosi sulle esperienze quotidiane. Cristina Scognamillo ha chiesto agli studenti se avessero parlato tra loro del fumetto, ma la professoressa Manuela Mancioppi ha risposto che forse non ancora, e Cleo ha notato che è difficile avviare tali conversazioni.
• Esperienza al Liceo e Disagio del proprio corpo. Gabriella Gallozzi ha chiesto a Cleo cosa la spaventasse di più al liceo e se fosse legato alla vergogna. Cleo ha risposto che era “un po’ tutto,” in particolare il rapporto con il proprio corpo e il sentirsi un’outsider in una scuola “molto bianca”. Cleo ha inoltre menzionato la sensazione che il suo malessere non contasse e il desiderio di fare i fumetti in una classe iper-competitiva che andava verso discipline classiche.
• L’Importanza della Comunità e della Condivisione. Cleo ha sottolineato di aver cominciato a stare meglio dopo il liceo, quando ha trovato altre persone con cui condivideva esperienze, in particolare altri artisti o persone creative. Cleo ha ribadito che l’esperienza del liceo per lei non è stata tra le migliori e ha incoraggiato gli altri a condividere parole chiave come vergogna, paura o violenza.
• Disagio del corpo e Standard di Bellezza. La docente Manuela Mancioppi ha condiviso la propria esperienza personale, notando che il disagio non è limitato ai corpi più in carne, ma è vissuto anche dalle ragazze molto magre, come lei, che si sentivano “una ragazzina delle medie”. Cleo ha concordato, affermando che a causa degli standard di bellezza “non va mai bene niente” e che l’accettazione radicale di sé è fondamentale. Cleo ha anche raccontato di aver usato il disegno, caricaturando i propri aspetti su cui era più insicura, come mezzo per neutralizzare i sentimenti negativi.
• Forza e Motivazione nello Scrivere. Un partecipante, Valerio (16 anni), ha espresso ammirazione per la “forza” di Cleo nello scrivere il fumetto, dato che lui, come uomo, si sarebbe tenuto tutto dentro. Valerio ha chiesto quale fosse la motivazione principale che ha spinto Cleo a scrivere dal profondo per aiutare più persone. Cleo ha risposto che l’atto è partito anche da un bisogno un po’ egoistico di alleggerirsi nominando il proprio problema e scoprendo che le proprie esperienze di malessere erano condivise da altri.
• L’Impatto della Condivisione e il Rischio dell’Esposizione. Cleo ha spiegato che la condivisione aiuta a “normalizzare, neutralizzare” esperienze che, se vissute in solitudine, fanno sentire le persone sbagliate. Cleo ha menzionato di aver avuto bisogno di tempo per aprirsi completamente e ora si sente un po’ a disagio a essere così esposta, ma non si pente di nulla e spera che la sua storia possa aiutare gli altri ad accettarsi. Manuela Mancioppi ha sottolineato che il ragazzo che è interventuo scrive canzoni e Cleo ha incoraggiato questa forma di espressione per esprimere il malessere.
• Identità e Ispirazione per le Persone di Colore. Una studentessa di colore ha condiviso il suo vissuto, citando che spesso le persone di colore non credono in sé stesse a causa del razzismo. La partecipante ha definito Cleo un punto di ispirazione e di forza, sentendosi “più vista” in Italia grazie al successo della sua opera e al fatto che Cleo condivide origini africane e sudamericane. Cleo ha espresso grande piacere per questo feedback, riconoscendo la mancanza di modelli, specialmente italiani e fumettisti di colore, e sottolineando l’importanza della comunità per trovare “forza e orgoglio e amore”.
• Processo Creativo: Trasformare le Emozioni in Struttura Narrativa. La docente Mancioppi ha chiesto a Cleo in merito al suo processo creativo, in particolare come ha trasformato le emozioni in elementi visivi e scelte strutturali, come la decisione di ambientare una scena in palestra. Cleo ha spiegato che il lavoro è nato dalla creazione di tre personaggi archetipici, frammenti di sé e di persone intorno a lei, che rappresentavano diverse sfaccettature delle sue insicurezze. Cleo ha descritto un processo di brainstorming dei temi personali più difficili da verbalizzare e la necessità di creare una struttura flessibile.
• Rappresentazione del Disagio Fisico e Scelte Stilistiche. Cleo ha spiegato che la scena in palestra era basata su un episodio vissuto durante la pratica del pugilato, dove si sentiva in dovere di dimostrare di essere brava il doppio e si sentiva a disagio con il proprio corpo in movimento, spesso sorvegliato da sé stessa. La rappresentazione del disagio fisico è stata un esercizio per tornare alle sensazioni e accettarle, anche tramite il disegno di personaggi “esagerati, caricaturati”. Cleo ha aggiunto che ha provato anche a mettere per iscritto i “fiumi di pensieri e parole” che aveva in testa, alternandoli a momenti più visivi.
• Consigli per la Realizzazione di un Cortometraggio. Manuela Mancioppi ha chiesto a Cleo dei consigli pratici per il cortometraggio che gli studenti devono realizzare. Cleo ha suggerito di partire dall’analisi delle loro storie preferite (film, serie tv, ecc.) per estrapolare temi, personaggi e aspetti che li ispirano. Ha sottolineato l’importanza di focalizzarsi su poche cose per ottenere un lavoro definito e di prendere il progetto come una “piccola scuola” per concentrarsi su uno specifico ambito. Cleo ha anche consigliato di partire dai ricordi e di trovare prospettive specifiche su temi universali.
• Superare la Paura del Fraintendimento attraverso il Feedback. Cleo ha menzionato l’utilità di abituarsi a mostrare i propri lavori e confrontarsi con gli altri, dando e ricevendo feedback sinceri, fin dalle fasi iniziali come lo storyboard. Cleo ha inoltre condiviso la sua esperienza con la paura di essere fraintesa dopo la pubblicazione del fumetto, rivelando di aver condotto un sondaggio in cui ha scoperto che ogni lettore dava un’interpretazione diversa del lavoro, il che le ha permesso di raggiungere una “comprensione più grande” della propria opera.
• Progetti Futuri di Cleo e la Carriera. Cristina Scognamillo ha chiesto a Cleo dei suoi progetti futuri. Cleo ha rivelato di star lavorando a un libro basato su una storia familiare in cui lei e i suoi fratellastri hanno viaggiato insieme per la prima volta per conoscere la loro nonna dopo la morte del padre, un progetto che potrebbe richiedere molto tempo per essere completato. Cleo ha anche menzionato progetti più “underground”, come illustrazioni per una rubrica di storie di personaggi neri e anticoloniali della storia italiana. Manuela Mancioppi ha lodato Cleo per la sua “carriera morale” nell’aiutare gli altri.
• Ringraziamenti e Impegni Finali. Cleo ha espresso gratitudine per il feedback ricevuto direttamente dagli studenti del liceo, un’esperienza che sperava si realizzasse. Cleo ha anche promesso di inviare una selezione di fumetti che ritiene importanti.

Cleo Bissong
Storytelling e Graphic Novel
breve bio
Nasce a Milano da genitori camerunesi e brasiliani, e cresce in una casa piena di musica, arte e persone. In quel vivacissimo ambiente legge e disegna fumetti di continuo, e da allora cerca di non smettere più. Studia all’Accademia di Urbino e all’ultimo anno, in lockdown a Milano, illustra e poi pubblica il suo primo fumetto, Entangled (Slow News, 2022), con storia di Fulvio Nebbia e Alberto Puliafito. L’anno dopo parte per Bruxelles, dove frequenta un corso di fumetto (alla LUCA School of Arts), in cui prende forma il primo la voro scritto e disegnato interamente da lei. Cleo sta attualmente lavorando alle illustrazioni di un libro basato su una storia familiare in cui lei e i suoi fratellastri hanno viaggiato insieme per la prima volta per conoscere la loro nonna dopo la morte del padre. Sta lavorando anche a progetti più “underground”, come illustrazioni per una rubrica di storie di personaggi neri e anticoloniali della storia italiana.